Disturbi dello spettro autistico e musicoterapia: dubbi sull'efficacia

musicoterapiaNei bambini con disturbi dello spettro autistico (Asd) la terapia musicale basata sulla libera improvvisazione vocale o strumentale non si associa ad alcuna differenza significativa nella gravità dei sintomi rispetto ai bambini che hanno ricevuto solo le consuete cure. Ecco le conclusioni di uno studio appena pubblicato su Jama e coordinato da Christian Gold, del Grieg Academy Music Therapy Research Centre di Bergen in Norvegia. «l disordini dello spettro autistico sono caratterizzati da deficit persistenti nella comunicazione e nell'interazione sociale con comportamenti ripetitivi e interessi restrittivi» scrivono gli autori, spiegando che la musicoterapia si propone come mezzo di comunicazione sociale. Nella terapia di improvvisazione musicale, in particolare, il paziente e il terapeuta creano melodie usando canto, gioco e movimento allo scopo di facilitare lo sviluppo delle abilità comunicative e sociali del bambino. Con l'intenzione di verificare l'efficacia della musicoterapia di improvvisazione nei disturbi dello spettro autistico, Gold e colleghi hanno assegnato in modo casuale 182 bambini da 4 a 7 anni con disturbi dello spettro autistico alle cure consuete, aggiungendo in altrettanti pazienti una terapia musicale di improvvisazione. «Le cure consuete consistevano nell'assistenza abituale più consulenze mirate a fornire ai genitori supporto e informazioni sui disturbi dello spettro autistico» riprende il ricercatore, precisando che nella terapia musicale di improvvisazione operatori esperti di musica formativa cantavano e suonavano con ogni bambino, adattando il trattamento ai livelli di attenzione di ciascun paziente.

Al termine dello studio, condotto in nove paesi, gli autori hanno verificato l'assenza di qualsiasi differenza significativa tra i gruppi in termini di miglioramento della capacità di socializzazione. «Questi risultati non supportano l'uso della terapia musicale di improvvisazione nei bambini con disturbi dello spettro autistico» concludono i ricercatori. E in un editoriale di commento Sarabeth Broder-Fingert, del Department of Pediatrics alla Boston University School of Medicine, scrive: «È tempo di abbandonare la terapia musicale per i disturbi dello spettro autistico, oppure vale la pena condurre ulteriori studi in ambienti più controllati, con popolazioni attentamente selezionate e risultati più centrati sul paziente e sul nucleo familiare? Ecco la domanda da rivolgere non solo ai ricercatori, ma anche ai genitori dei pazienti».

Articolo Jama

Fonte Doctor33.it