Un mondo leggermente diverso

Un mondo leggermente diverso

La Scuola di Psicoterapia Comparata ospita la scrittrice Nicoletta Verna che, in dialogo con Mario Aiazzi Mancini, parlerà del legame tra letteratura e psicoterapia, sul filo sottile tra realtà e finzione.

Un mondo leggermente diverso: così potremmo chiamare lo spazio in cui il vissuto diventa racconto e il racconto, senza mentire, si scosta dal fatto. È lì che si giocano sia la letteratura sia la terapia: non nel decidere una volta per tutte che cosa è vero, ma nel capire che cosa ascoltiamo davvero — l’evento o la forma necessaria a sopportarlo — e come una storia regge, ferisce, protegge o libera. Con Nicoletta Verna proveremo a esplorare questo crinale: la finzione come dispositivo di verità, e la narrazione come luogo in cui l’esperienza diventa, finalmente, lavorabile e condivisibile.

In una scuola di psicoterapia parlare di narrazione non è faccenda oziosa, perché in ogni pratica clinica tocchiamo per lo più la medesima materia, quasi sempre: un “fatto vissuto” – talvolta l’insieme stesso di una vita, la sua figura – articolato in forma di racconto; la narrazione di una storia, di una vicenda o avventura in forma di racconto. Che chiedono di essere ascoltate, lette e/o interpretate, messe o rimesse in funzione per definire, ricollocare/rettificare la posizione nel mondo del suo narratore – di colui/lei che ne è rappresentato. Ci potremo domandare cosa ascoltiamo davvero? La realtà genuina di un’esperienza o la menzogna necessaria a sopportarla? Il romanzo di una “vita” o la vita stessa?
Per abbozzare una risposta, approfittiamo della presenza di uno scrittore, di un Dichter come lo definiva Freud. La creazione letteraria, la fantasia che organizza un racconto è portatrice di “verità”? O, per dirlo con una formula: “la verità si dà, può emergere solo in una struttura di finzione”?
La letteratura tocca il reale dell’esperienza in modo indiretto, obliquo, ma con una precisione, un’attenzione e una “passione” ben diverse, probabilmente migliori di qualsiasi protocollo scientifico, di un “resoconto fattuale” – se esiste una certificazione di tal genere… E questo non solo perché la letteratura dà forma e parola a ciò che non ne ha, o pare non averne affatto, ma perché in questa stessa operazione riesce a custodirne il segreto, trattenendolo da svelamenti frettolosi o interpretazioni precostituite.
E la terapia? Procede o meno in tale direzione? La potremo così assimilare ad una detective story senza individuazione del colpevole; perché questo non è un chi o un qualcuno cui imputare qualcosa, ma un operatore narrativo, non una causa o un evento (traumatico): ricordiamoci ancora Freud, il trauma immaginato ha la stessa valenza – o forse anche maggiore – di quello effettivamente subito. Si tratta di un sorgere, di aprirsi/rivelarsi di un mondo tanto prossimo al nostro abituale da essere solo “leggermente diverso”. Il mondo dove il soggetto entra in scena e gioca la propria partita per sopravvivere all’impatto, prendere posizione, cercare di essere felice, fallire o riuscire.
(Mario Aiazzi Mancini)

L’evento si terrà sabato 21 marzo 2026 presso la Sala Wanda Pasquini a Le Murate, Piazza Madonna della Neve a Firenze.

L’evento è gratuito, la prenotazione obbligatoria (link).

Nicoletta Verna, scrittrice e autrice di romanzi di ampio successo di pubblico e critica. Per Einaudi ha pubblicato “Il valore affettivo” (2021), menzione speciale al Premio Calvino. Nel 2024 è uscito “I giorni di Vetro”, vincitore, tra gli altri premi, dell’EUPL – European Union Prize for Literature e il Premio Manzoni per il Romanzo Storico. Recentemente ha pubblicato “L’inverno delle stelle”.

Mario Aiazzi Mancini, psicoanalista, terapeuta didatta SPC, poeta, scrittore. Si occupa di psicoterapia, psicanalisi, poesia, traduzione.

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